Come abbiamo già detto in questo blog, la link building svolge un ruolo di particolare importanza in ottica di efficace posizionamento SEO. L’ottimizzazione dei link interni infatti contribuisce a determinare il modo in cui i motori di ricerca valutano un sito web. Questo perché hanno un impatto sia sulla user experience, che sulla scansione dei contenuti da parte di Google.

A cosa servono i link interni?

Vediamo nel dettaglio perché è vantaggioso sviluppare questa strategia:

  • un rimando ipertestuale a una risorsa interna al tuo sito genera un percorso che gli spider analizzano. La conseguenza è che i contenuti più linkati diventano più visibili e generano più traffico.
  • A livello di ranking, come anticipato, quando Google deve decidere come posizionare un certo sito, valuta la qualità e la quantità di link sia interni che esterni presenti nel sito web. Inserire collegamenti validi tra una pagina e l’altra del tuo sito, ti consente quindi di scalare la SERP.
  • Una buona struttura di link building riduce la frequenza di rimbalzo perché è costruita per accompagnare il visitatore garantendogli la migliore user experience in base a ciò che cerca nel tuo sito web.
  • La presenza di link interni in una pagina influisce di conseguenza anche sulle conversioni. Fai però attenzione alla loro posizione e non commettere l’errore di inserire un link per una call-to-action solamente in fondo alla pagina. Saprai anche tu che molti utenti non scrollano fino alla fine, quindi posiziona i link che devono invitare gli utenti a compiere una determinata azione nei punti più strategici!

7 consigli per l’ottimizzazione dei link interni 

Anche se ottimizzazione fa rima con improvvisazione, tieni bene a mente che una buona strategia di link building richiede invece una ponderata pianificazione.

  1. Vietato giocare a nascondino: i link interni devono essere visibili!

Sembra scontato, ma in realtà non lo è. Il colore dei link è un aspetto da non sottovalutare per l’ottimizzazione dei link interni. Non devi rischiare che il lettore non si accorga dei collegamenti ipertestuali all’interno di un testo e magari ci faccia caso solo passando sopra con il cursore del mouse che modifica la sua forma. Utilizza quindi tinte diverse rispetto al resto del testo per il link interni, magari sempre in linea con la palette colori scelta per il tuo sito.

  1. L’anchor text? Deve essere saldo! 

L’anchor text è una parola o un gruppo di parole che con un clic portano a un’altra risorsa online, cioè è la porzione di testo visibile in pagina e collegata al link.

La sua struttura è la seguente:

Per suggerire un collegamento, è fondamentale scegliere il testo di ancoraggio più efficace. Esso deve fornire sia agli utenti che ai motori di ricerca informazioni contestuali e rilevanti riguardo il contenuto verso il quale punta il link. L’abilità di un copywriter, in questo caso, è quella di utilizzare un linguaggio naturale, tale da invogliare il lettore ad approfondire il tema e proseguire la navigazione senza fargli promesse che non verranno mantenute cliccando quel link.

Esistono diverse tipologie di anchor text:

  • ANCHOR TEXT DI TIPO “NAKED URL”

In questo caso, l’anchor text contiene direttamente l’indirizzo web e rappresenta una delle pratiche più comuni in ambito di link building.

Un esempio di naked URL:

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  • ANCHOR TEXT DI TIPO BRANDED

Si ha un branded link quando l’anchor text rappresenta il nome dell’azienda o del sito web. In questo modo è possibile aumentare il trust del tuo sito in ottica di branding.

Un esempio di branded link:

Lapenna del Web è un’agenzia che si occupa della produzione di contenuti per il web.

  • ANCHOR TEXT DI TIPO BRANDED-HYBRID

In questo caso l’anchor text comprende sia il marchio che una parola chiave o un frammento della parola chiave associato al brand.

Un esempio di branded-hybrid link:

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  • ANCHOR TEXT A CORRISPONDENZA ESATTA

Il testo ancora a corrispondenza esatta coincide precisamente con la parola chiave per cui vogliamo che la nostra pagina si posizioni su Google.

Un esempio di anchor text a corrispondenza esatta con la query “blog”:

Sul blog de Lapenna del Web trovi tanti approfondimenti legati al mondo del SEO Copywriting.

Questa tipologia di anchor text tende ad essere il più penalizzato da Google Penguin, l’algoritmo che segnala i siti che utilizzano link non coerenti con l’argomento trattato o spam.

Usalo, sì, ma con moderazione!

  • ANCHOR TEXT A CORRISPONDENZA ESATTA + AGGIUNTA

In questo caso, alla parola chiave si aggiungono, nel testo di ancoraggio, una o più parole.

Un esempio di anchor text a corrispondenza esatta e aggiunta con la query “blog” + “in costante aggiornamento”:

Sul blog in costante aggiornamento de Lapenna del Web trovi tanti approfondimenti legati al mondo del SEO Copywriting.

  • ANCHOR TEXT LSI (Latent Semantic Indexing)

LSI sta per “indicizzazione semantica latente” e in altre parole si riferisce all’espressione “parole chiave correlate”.

Un esempio di anchor text LSI per la query “SEO trend 2021”, cui potrebbe essere correlata “trend 2021 per l’ottimizzazione per i motori di ricerca”:

Leggi il nostro articolo per scoprire tutti i trend 2021 per l’ottimizzazione per i motori di ricerca.

  • ANCHOR TEXT A FRASE

Questo tipo di anchor text rende il testo molto naturale e fluido e la lettura scorrevole.

Un esempio di anchor text a frase:

Se vuoi scoprire di più sulla differenza tra Web Copywriting e scrittura su carta, leggi l’articolo del nostro blog che approfondisce il tema.

  • ANCHOR TEXT NAVIGAZIONALE O JUNK

Gli anchor text navigazionali sono tra i più noti e sono legati a frasi ed espressioni come: “clicca qui”, “questo post”, “a questo link” ecc.

Un esempio di anchor text navigazionale:

A questo link trovi l’articolo in cui ti spieghiamo perché fondamentale prevedere i video nella tua Content Strategy.

  1. Crea collegamenti con pagine ad alto tasso di conversione

Se per esempio hai un e-commerce e individui una categoria di prodotti particolarmente apprezzata dagli utenti, inserisci nella nuova pagina del tuo sito il link che rimanda a tale merce.
Lavori nel mondo della cosmesi? Nell’articolo del blog in cui parli dei passaggi della beauty routine, inserisci il link alle schede prodotto che hanno portato maggiori conversioni.
Vendi prodotti per il giardinaggio? Insieme ai consigli per prendersi cura delle proprie piante durante l’inverno, suggerisci i prodotti più acquistati sul tuo sito con cui effettuare questa operazione.

  1. Non esagerare con i link interni o Google ti penalizzerà

Come il keyword stuffing, ovvero il sovraccaricamento di una pagina web di parole chiave, invece che far scalare la SERP produce l’effetto contrario, anche l’inserimento di eccessivi link interni al sito non giova al suo posizionamento.
Nella link building il troppo stroppia sia in termini di estetica dell’architettura del sito, sia a livello di SEO. Come abbiamo detto prima, Google Penguin, nonostante il suo nome estremamente carino, ha il compito di setacciare tutte le pagine web del tuo sito e segnalare come spam quelle che contengono collegamenti ipertestuali inutili o non pertinenti.

In passato si consigliava di non superare i 100 link a pagina, ma ora questa regola è stata abbandonata per dare spazio ad un’altra: il buon senso.

  1. Lascia i dofollow per i link interni

I link dofollow e nofollow sono molto importanti per Google, perché consentono di segnalare al motore di ricerca di considerare o meno i collegamenti ipertestuali per valutare l’autorevolezza di un sito e quindi il suo posizionamento nella SERP. Solitamente il nofollow è utile quando non c’è possibilità di controllo sui link, ma trattandosi di contenuti interni al tuo sito, ai quali si presuppone presti particolare attenzione, ti consigliamo di scegliere la vita del dofollow.

  1. Aggiorna i contenuti che vuoi linkare

Sempre in ottica di pertinenza dei collegamenti ipertestuali, se vuoi linkare all’interno di una nuova pagina un vecchio contenuto, preoccupati di aggiornare le informazioni presenti. Per trasparenza e completezza, ti consigliamo di spiegare in un breve paragrafo i motivi della revisione di quel testo.

Questa operazione di controllo ti consente anche di evitare di rimandare ai cosiddetti “link rotti“, che sono collegamenti non funzionanti dovuti all’eliminazione della vecchia pagina di destinazione o ad un’errata digitazione dell’URL.

  1. Non lasciare pagine orfane

Le pagine orfane sono quelle che non ricevono link da altre altre pagine. Questi contenuti sono difficilmente raggiungibili dall’utente, oltre al fatto che rischiano di non essere indicizzate dai motori di ricerca. Esistono diversi modi per rintracciare queste pagine. Una volta individuate, se ritieni che possano essere significative nella costruzione della tua strategia di link building, inseriscile seguendo i consigli che ti abbiamo fornito in precedenza.

Valentina D'Antonio

Valentina D'Antonio

Smartphone e social media addicted, ma amo il profumo della carta stampata. Appassionata di moda e beauty. Credo nel binomio conoscenza e creatività. Visita il mio profilo LinkedIn.

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