Social commerce e la rivoluzione dello shopping online

admin
4 Novembre 2022
Articoli

Uno scroll, uno swipe, un play e via: entrare nel mondo della comunicazione significa tenere d’occhio i social media e usarli non solo per diletto, ma anche e soprattutto per applicazioni professionali e all’avanguardia. È per questo che occorre parlare di social commerce e capire come, concretamente, sta rivoluzionando lo shopping online. Se, infatti, i social network sono essenziali per diffondere l’essenza e l’anima dei brand, delle aziende e dei loro prodotti, è logico che tutto sia pronto per fare lo step successivo.

Qual è questo passo? Usare Facebook, Instagram, TikTok e gli altri per vendere i propri prodotti/servizi direttamente sulla piattaforma. In buona sostanza, il social commerce prende lo shopping online, lo plasma e lo integra nell’esperienza di ogni singolo social media senza passare dagli e-commerce e/o da altri siti di compravendita. Concetto difficile? Neanche tanto se si considera che tutti i canali più gettonati, attualmente, si stanno muovendo verso questa direzione che porta vantaggi a tutte le piattaforme.

Social commerce: una definizione

Per capire bene il social commerce è bene partire dalla sua definizione di massima: per social commerce si intende l’uso dei social media atto alla vendita di prodotti direttamente ai consumatori. Questa strategia di vendita rientra nel settore dell’e-commerce, pur differenziandosene per via delle avanzate tattiche di marketing digitale che vengono avviate al fine di aumentare le vendite dirette.

L’esperienza di acquisto del social commerce è strettamente legata alle esigenze del target del social utilizzato, si articola in molti modi e aumenta la cosiddetta “esposizione” al pubblico, riuscendo a migliorare, affinare e convertire concretamente i contatti online. Come spesso abbiamo detto, però, bisogna prendere coscienza che per avviare un’azione di social commerce il brand deve essere consapevole delle sue potenzialità. Occorre dunque che abbia buona narrazione alla base in modo tale da fidelizzare il pubblico e far sì che gli acquisti di prodotti/servizi non siano occasionali ma continuativi.

Differenze tra social commerce ed e-commerce

Abbiamo già detto che il social commerce rientra nel settore dell’e-commerce ma se ne differenzia. Come mai? Semplice: perché nell’e-commerce tradizionale i brand/imprese/aziende vendono i prodotti sulle proprie applicazioni e sui propri siti web. Usano i social media per pubblicizzare gli articoli/i servizi che vendono, ma gli utenti dovranno infine passare per il negozio online per approfondire le qualità del servizio/prodotto e per acquistarlo.

Definizione di social commerce

Nel social commerce, invece, chi vende sfrutta in toto i profili sui diversi social network. Gli utenti possono scoprire e acquistare i prodotti interamente senza uscire dalla piattaforma di social networking, senza dunque rinunciare a passare del tempo su Facebook/Instagram/Pinterest e via dicendo.

Social commerce e social media marketing: vicini ma diversi

Infine, è bene precisare che il social commerce va di pari passo con il social media marketing, ma se ne distanzia per obiettivi, finalità e azioni concrete. Le due strategie devono ovviamente viaggiare insieme. Se usiamo infatti i social media per promuovere la nostra azienda/impresa/brand non punteremo a un customer journey che porti l’utente al sito e poi al prodotto, ma indirizzeremo l’azione di promozione verso l’evento di social commerce per spiegare al pubblico come si svolgerà l’acquisto.

Armonizzare social commerce e social media marketing permette di generare vendite e ricavi interamente attraverso i social media, garantendo agli utenti finali delle esperienze fluide, semplici e, in base al nostro tono di voce e ai nostri obiettivi, anche piuttosto divertenti.

Come funziona il social commerce?

Ma in concreto, come funziona il social commerce? In sostanza, brand/imprese/aziende devono partire dalla scelta dei prodotti/servizi che vogliono vendere. Attenzione, non esiste un’unica categoria di prodotti che si può vendere sui social network, ma è bene scegliere con cura in modo tale da calibrare la strategia di comunicazione. I prodotti devono avere un certo appeal e devono essere accompagnati da informazioni su funzionalità, disponibilità e prezzi.

A questo punto, verrà studiata (e poi applicata) la configurazione ideale per fare in modo che gli utenti possano consultare la scheda prodotto/servizio e poi passare al processo di pagamento e al checkout senza mai lasciare la piattaforma. In linea di massima, le strategie di social commerce migliori giocano su contenuti native, ovvero contenuti creati di proposito sulla piattaforma per vendere il prodotto/servizio, o sui cosiddetti “social shop” o “store in-app”. I social shop sono aree dei profili social dove il pubblico può muoversi agevolmente per consultare le varie schede prodotto/servizio (proprio come in un e-commerce), riuscendo nel frattempo anche a comunicare con il brand per mezzo di messaggistica istantanea o chatbot.

Quali sono le piattaforme giuste per il social commerce?

Ovviamente, non tutti i social media sono adatti al social commerce e a certi specifici prodotti e servizi. Generalmente la cosa migliore da fare è mettersi a tavolino con un esperto di social media per creare una strategia ad hoc, in grado di raggiungere un duplice obiettivo: vendere i prodotti/servizi e far in modo che il marchio si rafforzi . Come per ogni strategia di comunicazione, il social commerce richiede studi accurati, piani editoriali ad hoc e un’analisi del target/dell’audience che, insieme, aiutino a non commettere errori. In linea di massima, però, esistono delle piattaforme che sono divenute d’elezione, sia per la vastità della loro utenza sia per la loro versatilità.

Il social commerce e le piattaforme utili

Facebook e le sue potenzialità

No, Facebook non è morto. Anche se sembra obsoleto, il primo social network al mondo ha ancora quasi 3 miliardi di utenti attivi al mese e resta (almeno per il momento) la più grande piattaforma globale di social networking. Nell’ultimo biennio, per altro, Facebook ha agevolato moltissimo il social commerce per mezzo delle Pagine Fan e, soprattutto, delle Pagine Business.

Queste ultime permettono di scegliere tra varie attività, inserire tutti i dettagli e le informazioni e creare interi social shop. Questi ultimi permettono di caricare le schede prodotto, gestire gli ordini, pubblicare annunci e promozioni e scegliere persino le preferenze per la spedizione, i resi e i pagamenti. Occhio però: la facilità di utilizzo di Facebook porta talvolta a compiere degli errori, come creare degli store in-app troppo vasti o dispersivi. È buona norma, invece, andare lentamente e concentrarsi su ciò che, piano piano, ottiene più risultati.

Instagram e il battesimo del livestream shopping

Instagram è una delle soluzioni più gettonate per il social commerce. La sua utenza di quasi due miliardi di persone permette di accattivarsi moltissimi potenziali clienti e la funzione Instagram Shopping è davvero molto intuitiva. Basta creare una pagina business sul social e attivare la funzionalità shop, per poi caricare le pagine con i dettagli dei prodotti che, oltre a contenere prezzi e informazioni, permettono di concludere l’acquisto.

Su Instagram c’è anche la possibilità di creare delle raccolte di prodotti e sfruttare i tag per mettere in evidenza i prodotti nelle storie e nel feed e recentemente è stata implementata la possibilità di fare i lanci dei prodotti per annunciare l’arrivo imminente di un articolo e permettendo agli utenti di vedere dettagli in anteprima e di impostare un promemoria di acquisto. Non è tutto qui però, perché grazie a Instagram molti social stanno scoprendo il livestream shopping, ovvero una modalità di diretta live che, contestualmente, permette di promuovere e acquistare i prodotti in app.

Pinterest, scelta d’hoc

Non è il social network più gettonato del mondo, ma è importantissimo per il social commerce. Anzi, si può dire che Pinterest sia un social precursore, in questo senso: i pin “acquistabili” sono infatti stati rilasciati nel 2015 e hanno attratto l’investimento di grandissime aziende di tutto il mondo. Di fatto, questo social funziona come un “motore di ricerca e scoperta visiva” e punta tutto sulle immagini.

Per avviare un’esperienza di social commerce su Pinterest è necessario aprire un account business e poi caricare i prodotti, possibilmente inserendo immagini ben contestualizzati. Pinterest è un social accattivante e le sue conversioni superano il 70%, ma attenzione: richiede una certa esperienza e nessuna immagine scelta può essere buttata nel feed a caso.

I primi passi di TikTok

Anche TikTok si sta muovendo verso il social commerce. Ha infatti rafforzato la sua partnership con la piattaforma Shopify per sincronizzare l’app con il catalogo prodotti e permettere gli acquisti in-app. Il passo più grande però si ispira a Instagram, con la possibilità da parte dei creator di fare sessioni lunghissime di livestream shopping taggando i prodotti nei video.

Le piattaforme del futuro

Tutto qui? Certo che no. Anche Youtube, per esempio, consente ai brand di creare video e utilizzarli come cataloghi per esplorare i prodotti e acquistarli pur rimanendo sul sito/app. Tuttavia, la piattaforma sta perfezionando l’offerta per fare in modo che non si debba neanche mettere in pausa il video mentre è in riproduzione e per implementare la funzione di live streaming.

Poi, anche Amazon sta lavorando a una piattaforma molto particolare: si chiama Amazon Live e sarà incentrata solo sul livestream shopping, con la collaborazione di influencer e celebrities. Il futuro, quindi, è davvero ricco di social commerce!

L’importanza del social commerce

Abbiamo fatto una panoramica accurata, sì, ma non abbiamo ancora parlato del perché il social commerce stia diventando sempre più importante. Parliamo, in primis, di numeri: secondo un sondaggio di eMarketer, nel 2022 solo negli Stati Uniti le vendite legate a questa strategia aumenteranno del 35,8% raggiungendo quasi i 40 miliardi di dollari. La capacità di convincere il cliente all’acquisto di questa strategia è attestata ed è legata al fatto che il pubblico può acquistare ovunque si trovi, solo collegandosi alla propria piattaforma social d’elezione.

Non solo: l’esperienza d’acquisto veloce e senza interruzioni attiva e conduce fluidamente alla conversione. Il social commerce, infatti, elimina quelli che gli utenti ritengono solo dei “passaggi aggiuntivi”, delle perdite di tempo che possono inibire l’azione. Chi scopre un prodotto sui social e può acquistarlo immediatamente all’interno dell’app esita di meno ed è meno propenso ad abbandonare la transazione, anche nelle sue fasi finali.

Social Commerce: importanza e dati

Benefici e vantaggi del social commerce

Va da sé, dunque, che l’importanza del social commerce si traduca anche in importanti vantaggi per il brand/impresa/azienda che sa come metterlo in pratica. L’idea alla base di questa strategia, d’altronde, è quella di creare una facile connessione con gli acquirenti. Ma ci sono anche degli altri benefici, non meno importanti.

Audience in continua crescita

Come abbiamo già detto, il social commerce deve andare di pari passo con il social media marketing. In questo modo, si sfruttano i numeri da capogiro dei singoli social network per far aumentare il proprio bacino d’utenza. Quando portiamo il nostro brand sui social, infatti, il nostro pubblico di destinazione è già lì: occorre “solo” raggiungerlo. Usando le parole chiave e gli hashtag giusti, il pubblico arriva in maniera fluida, aumentando il numero dei nostri follower e… gli introiti.

Aumento dell’engagement e fidelizzazione

Tutti sappiamo che i social media si basano su like, commenti e condivisioni: più gli utenti interagiscono positivamente, più il brand ne beneficia. Ecco, il social commerce diventa un modo perfetto per aumentare l’engagement e il coinvolgimento positivo degli utenti, perché offre agli utenti un’esperienza di acquisto che si combina alla socializzazione con l’azienda/impresa/brand. Interagendo con i post e acquistando i prodotti rimanendo sui social media, gli utenti si avvicinano sempre di più al marchio e si fidelizzano.

Supporto alla brand awareness

Una buona strategia di social commerce aumenta la notorietà e l’affidabilità di un brand. Lo rende riconoscibile, perfettamente “stampato” nella mente degli utenti, grazie al successo ottenuto dai suoi prodotti e alla facilità d’acquisto.

Targeting e personalizzazione

I social media aumentano la capacità di identificare e accattivare un pubblico di nicchia, fornendo messaggi personalizzati a specifici segmenti di consumatori. Il social commerce fa sì che queste funzionalità vengano sfruttare per raggiungere esattamente gli acquirenti giusti e generare vendite dirette.

social commerce chi può farlo

Tutti possono fare social commerce?

Andiamo ora a una domanda spinosa: il social commerce è per tutti? La risposta è . Come abbiamo già detto, molto dipende da come un brand si racconta, da cosa comunica e da quanto è solida la sua storia. Paradossalmente anche le pompe funebri (pensiamo a Taffo, nonostante non faccia social commerce) potrebbero avere successo nelle conversioni se la strategia messa in atto è quella corretta.

Di certo esistono dei marchi che possono trarre molto più vantaggio da questa strategia. Parliamo di brand di abbigliamento, accessori, cosmetici, elettronica, arredamento e in generale beni di consumo, ma il social shopping ha potenzialità infinite. Tutto dipende da obiettivi, valori e target e dagli esperti cui ci si affida.

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