C’è chi li chiama sottotitoli e chi semplicemente H2: in ogni caso questi elementi di un testo SEO sono indispensabili ai fini dell’indicizzazione. Il tag H2 in particolare fa parte dei cosiddetti heading tag o tag di intestazione. Il loro compito è organizzare al meglio i contenuti nella pagina web, sottolineando e ponendo enfasi su alcune parole chiave. I tag H2 infatti vengono utilizzati per i sottotitoli delle pagine. Favoriscono la divisione di un testo in paragrafi e sono in grado di migliorare la leggibilità e l’ottimizzazione.

Sottotitoli H2: cosa sono e perché sono fondamentali

Il tag H2 riveste un’importanza fondamentale ed è secondo solamente ai tag di intestazione, ossia l’H1 che viene utilizzato come titolo del contenuto. Il sottotitolo non è meno rilevante, permette infatti di aumentare la fruibilità de testo, migliorandone la lettura e rivelandosi utile per gli utenti. Inoltre ha un forte peso per quanto riguarda il posizionamento sui motori di ricerca. Il suo contributo è piccolo, ma cruciale e può rivelarsi la chiave di volta per scalare i risultati di Google.

Basti pensare che nel 2011 una ricerca ha dimostrato che riguardo gli usi possibili della keyword in un testo, la presenza della parola chiave primaria nell’H2 ha un valore poco inferiore a 50 punti in una scala da 1 a 100.

Sottotitoli H2: come ottimizzarli in modo efficace

Come ottimizzare i sottotitoli H2 e renderli efficace ai fini del SEO? Esistono alcune regole che si possono seguire e che fanno parte di segreti dei copywriter esperti.

  • Non inserire all’interno del sottotitolo solo una lista di keyword – L’errore che fanno molti è quello di costruire l’H2 utilizzando una serie di parole chiave concatenate fra loro e spesso senza un apparente senso. In realtà Google penalizza le liste di keyword e le frasi che non presentano un senso compiuto. Per evitare che l’H2 venga considerato come spam è fondamentale costruirlo in modo efficace, tenendo conto delle regole della lingua italiana e senza dimenticare nulla, articoli compresi.
  • Non limitare i caratteri, ma usarli in modo intelligente – Mentre per il titolo di un testo SEO (H1) esistono delle regole che puntano a restringere il numero dei caratteri, questo non accade per l’H2. Non ci sono limiti, ma il buonsenso spinge, come sempre, a non esagerare. Meglio evitare dunque dei sottotitoli lunghissimi, considerando anche il fatto che si trattano di tag di intestazione e che hanno lo scopo di introdurre un paragrafo.
  • Usarlo più volte (senza esagerare) – Al contrario dell’H1, il tag H2 si può utilizzare più volte all’interno del testo, ma, in ogni caso, è bene non esagerare.
  • Tenere conto delle keyword e delle richieste dei lettori – Come accade per il titolo, anche il sottotitolo deve utilizzare le parole chiave in modo intelligente, tenendo conto delle esigenze degli utenti.
  • Non copiare il tag H1 – Il sottotitolo deve prendere in considerazione le parole chiave, ma mai copiare il titolo perché questo comportamento potrebbe essere punito di motori di ricerca.

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